Claudia Strà

Claudia Strà, di origine ligure ma nata in Toscana, terra da cui proviene un ramo familiare materno,si è trasferita a Milano nel 1986 ed opera a Bresso, dove risiede e gestisce un laboratorio d’arte in Via Vittorio Veneto 117. Insegnante di lettere e giornalista, coltiva da tempo la pittura e si è recentemente laureata in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Brera, con votazione 110 lode /110. Subito dopo la laurea, ha partecipato ad alcuni premi internazionali, tra cui il “Premio Artemisia 2008”, in cui la sua opera è stata segnalata con pubblicazione in catalogo, e il Trofeo G.B.Moroni”, in cui si è affermata come finalista, con pubblicazione in catalogo; ha partecipato a diverse mostre collettive e organizzato una personale nel 2009. Il suo lavoro si colloca prevalentemente nell’ambito della ricerca percettiva, in un’ottica fenomenologica e decostruzionista. Le “tracce”, che a livello percettivo segnano la nostra esperienza del mondo, vengono infatti ricreate, nell’arte, come frammenti di altri universi, dotate di vita propria e per ciò stesso disponibili a un dialogo ininterrotto o a un solitario riaffiorare nella memoria. Così, le opere della raccolta “Arte visiva” consentono, con un espediente non privo di valenza simbolica, di variare le posizioni delle singole tavole, un puzzle continuamente ricomponibile secondo l’estro di chi guarda. Frammenti che non appartengono solo alla nostra storia biologica individuale, ma anche a quella culturale e sociale in cui siamo immersi. Tracce culturali, di cui di volta in volta c’è il riemergere più o meno inconsapevole. Le più evidenti, nella serie intitolata “Montagne”, derivano da Turner e Friedrich; altrove, si avverte Gerhard Richter, oggetto costante di studio durante gli anni trascorsi in Accademia. Nella serie intitolata “Réverie”, infine, la percezione, e la traccia del vissuto, si dilatano in un libero, sereno fantasticare.

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